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domenica 19 luglio 2009

L'arte, il controllo delle nascite e l'etica

Questa riflessione parte da una notizia, apparentemente di secondo piano, apparsa sul Corriere di oggi. Una artista cinese si è chiuso dentro una scatola, dove resterà per 49 giorni, per protestare contro la politica del governo di Pechino sul controllo delle nascite, la cosiddetta politica del figlio unico. E' vero, la prima impressione che chiunque abbia un minimo di sensibilità tende ad avere nei confronti di questa misura è di disgusto. I principi di base dell'autonomia e della libera scelta sembrano calpestati, il diritto alla vita cancellato, l'ingerenza dello stato nella vita privata sembrano l'ennesima dimostrazione della violenza del regime cinese. Eppure, quando ci si ferma a riflettere, lentamente la questione assume connotati differenti. Se si prova ad immaginare una situazione del genere mettendo da parte le nostre sicurezze culturali, la nostra visione all'occidentale della vita in cui tutti hanno almeno un pezzo di pane da mangiare e un telefonino, la nostra etica fintamente solidale, allora la prospettiva cambia. Dov'è il rispetto della vita se viene fatto nascere un bambino cui non si può garantire salute, cibo, una vita dignitosa? Dov'è l'etica nel volere un mondo sottonutrito e sovrappopolato? Dov'è la civiltà nel lasciar nascere un bambino che probabilmente morirà, e che inconsapevolmente provocherà la morte di altri bambini che, come lui, lottano per sopravvivere con le ormai scarsissime risorse che la terra offre loro? Siamo veramente così cinici da accusare di cinismo un governo che fa esattamente quello che dovrebbe fare, cioè l'interesse del paese e della popolazione? La verità è che non abbiamo il coraggio di ammettere che, per problemi grandi e complessi, spesso servono soluzioni drastiche e difficili, e preferiamo nascondere la nostra ipocrisia dietro principi morali apparentemente inattaccabili. Nessuno ha il coraggio di dirci, e di dire a sé stesso, che questo mondo ha un bisogno disperato di politiche per il controllo delle nascite, nessuno sembra in gradi di associare le guerre per il controllo delle fonti di energia con il mantenimento di standard di vita che non sono più sostenibili, e che l'aumento della popolazione globale rende sempre più fragili.
Ora andatelo a spiegare a tutti i sensibili sostenitori della vita, e a tutti gli sconsiderati che ancora ci raccontano che il preservativo è uno strumento malefico, e che fame e malattie si sconfiggono con l'amore.