Poche idee, ma confuse.

Di che cosa parlo in questo angolo di spazio libero

martedì 23 marzo 2010

Questo blog sostiene la lotta

del sindacato internazionale calciatori, che chiede a gran voce libertà di bestemmia. La norma varata dalla Federcalcio, infatti, viola il principio della libertà d'espressione e, aggiungo io, quelli della libertà di pensiero, della non distinzione religiosa, della ruvidità del calcio giocato e dell'anticlericalesimo. "Hanno perso un'occasione per stare zitti", ha commentato il presidente del CONI Gianni Petrucci (che tale occasione la perde ogni volta che apre bocca). Aggiungo io che un po' tutti, secondo lui, perdono una buona occasione quando bestemmiano. Perché è questa la filosofia imperante e la cartina al tornasole del nostro livello culturale: anche se si tratta di linguaggio triviale, di espressioni offensive, di parole inutili, il messaggio che si vuole trasmettere è che si può parlare solo per assecondare il volere del padrone. Qualsiasi forma di dissenso deve essere censurata.

E visto che con la libertà non si scherza, è meglio iniziare a difendere anche la libertà di bestemmia.

lunedì 22 marzo 2010

L'impresa, la distanza e le associazioni spiacevoli*

Ieri la Virtus Roma ha battuto Siena, dopo 41 partite e 385 giorni di imbattibilità nel campionato italiano. Una piccola gemma da parte di un gruppo criticato, male assemblato e che finora aveva mostrato scarsa coesione e spirito di squadra. A guidare l'impresa di ieri Jacopino Giachetti, ragazzo dai molti pregi pochi dei quali però riconducibili a un campo di basket. Il suo acquisto infatti significò la costante presenza al palazzo della moglie Melita, perla di rara bellezza e (a detta dei ragazzi di Livorno) stronza di proporzioni colossali. Non stento a crederlo. La sua immagine, del resto, rimandava la mia mente ad un'altra grande stronza, ora quasi mamma. Alla fine i grandi amori sono sempre il preludio a delle grandi inculate. E la mente va irrimediabilmente ad un'altra grande inculata, quella dell'ultima squadra che sconfisse Siena oltre un anno fa: quella squadra era la Fortitudo, retrocessa a fine anno, poi fallita, ora alla guida della serie B eccellenza. Eppure da laggiù si racconta di un PalaDozza stracolmo, come da quassù si attende con ansia il ritorno a casa perché finalmente potrò tornare dalla mia amata e dimostrarle che la distanza rafforza l'amore, non lo distrugge. Perché l'amore è invincibile. Quindi anche se ormai rassegnato a giocare l'anno prossimo in B eccellenza, sarò sempre al suo fianco, la mia Virtus, l'unico amore che mi ha fatto ridere, piangere, soffrire, ma che non mi ha mai tradito e non mi tradirà mai.


*Questo post è dedicato all'ennesima ragazza di cui mi sarei potuto perdutamente innamorare, per la quale avrei potuto perdere la testa, fare follie, ricominciare a credere che quelle mie convinzioni non siano poi del tutto utopia. Perché non si può uccidere un'idea, c'è un mondo dentro.

martedì 16 marzo 2010

"Sono solo parole!"
"E cosa ti aspetti, algebra?"

Michael Foot (23 luglio 1913 – 3 marzo 2010), marxista,
alla House of Commons, 1980.

lunedì 15 marzo 2010

La canzone del giorno

R.E.M., Bang and Blame

You kiss on me, tug on me, rub on me, jump on me,
you bang on me, beat on me, hit on me, let go on me.
You, let go on me.

martedì 9 marzo 2010

Il personale è politico

Facebook abbassa i prezzi del primo concerto dei Metallica in Israele dopo dieci anni. Facebook chiede al TG1 di rettificare la notizia che dava Mills impropriamente assolto. Facebook alza il prezzo delle assicurazioni sul furto in appartamento. Epperò facebook fece arrestare un ladro che, mentre derubava un appartamento, aggiornò il proprio status sul computer della vittima. Ergastolo al 'killer di facebook' nel Regno Unito, mentre Billy Ballo è stato arrestato per stupro dopo aver adescato una 13enne su facebook. Gli Stati Uniti riaprono facebook a Iran, Sudan e Cuba 'per favorire il sostegno e la comunicazione dell'opposizione' ai regimi. Mentre il mistero avvolge le origini di facebook e lo spionaggio industriale. Facebook porta i Rage Against The Machine al primo posto della classifica dei singoli inglesi nella settimana di natale. Facebook sobilla e istiga agli attacchi fisici all'incolumità del premier. Le brigate rosse aprono un fan club su facebook. Facebook festeggia la vittoria di Mauro al Grande Fratello 10 e racconta il reality dei cassintegrati all'Asinara. Gruppi contro i down, a favore del nazismo, contro Berlusconi e pro Marco Carta. Su facebook si trovano anche gruppi antifacebook.

Io ricordo che un tempo non avevo il cellulare, poi non avevo messenger, poi non avevo facebook. Nel frattempo ho continuato ad avere una vita privata e a fare ben attenzione che rimanesse privata. Però certe cose ti circondano e non le puoi evitare. E trovo alquanto irritante che ogni giorno si debba leggere sul giornale di iniziative pur lodevoli che nascono su facebook e che raggiungono risultati straordinari in termini di partecipazione in pochi minuti. Come se un clic bastasse a lavare la nostra coscienza politica, a manifestare il nostro impegno concreto e la nostra volontà di cambiare le cose, lasciandoci un sacco di tempo libero per rovinare le nostre vite in una serie infinita di attività inutili, prive di contenuto, amorali, lassiste: perché dopo aver aggiunto il proprio nome ai sostenitori della liberazione del Tibet, si sente il bisogno di liberare la propria stupidità, rendendo noto a tutti i nostri 'amici' che ci è scaduto il latte.

Nel frattempo la nostra dimensione privata non esiste se non viene resa pubblica, ogni azione non diffusa diventa una non azione, ogni momento di intimità si trasforma in solitudine, mentre diventa sentimento quando condiviso con la massa. Oggi i nuovi motivi di vanto sono l'avercelo più lungo (il messaggio di status), la nuova emancipazione è averla addata (che poi continua a voler dire averla data, l'amicizia).

Io ci ho rimesso la vita privata. Non la mia, quella di chi mi stava intorno, quella vita che forse sarebbe stato meglio fosse rimasta privata. Per colpa di uno strumento cui mi rifiuto di cedere la mia intimità? No, per colpa di chi in quello strumento ha trovato la propria realizzazione. Di chi si illude di cambiare il mondo mentre urla al mondo, disperato, la propria solitudine.

sabato 6 marzo 2010

Rettifica

Apprendo or ora, di ritorno dall'Haggerston, che il governo ha appena approvato un decreto eversivo di interpretazione delle norme elettorali. Mi attendo a questo punto una bella legge che annulli le sentenze della magistratura, con i complimenti del compagno Fini.

venerdì 5 marzo 2010

Fiducia nelle istituzioni

E' quella che hanno sempre avuto i genitori di Federico Aldrovandi, che gli ha dato il coraggio di perseverare in una battaglia che a molti sembrava persa, che a molti ricordava Don Quijote e i mulini a vento. E che loro, con dignità, hanno vinto. E' quella che non ho avuto più io quando ho deciso di andarmene. E' quella che, a leggere le notizie, a sentire i telegiornali, penso non potrò avere mai più. Eppure a volte il mio paese riesce a stupirmi. A volte giustizia è fatta. Come nel caso di Federico, nonostante tre anni sospesi con l'indulto e un avanzamento di carriera non possano essere considerati una giusta pena per i quattro poliziotti che l'hanno ucciso. Come nel caso di Bolzaneto, perché le 44 condanne rappresentano un segnale, nonostante quasi tutti i reati siano ormai prescritti. Perché lo Stato sarà costretto a risarcire le vittime di quelle efferate violenze, compiute da chi lo Stato lo avrebbe dovuto rappresentare e invece lo ha disonorato. Quello stesso Stato che non adempie a degli obblighi volontariamente sottoscritti, e che per questo motivo permette a dei carnefici di vedere il loro reato prescritto perché il nostro ordinamento giuridico non prevede la tortura. A maggior ragione il risarcimento assume valore simbolico, è la condanna allo Stato da parte di sé stesso a pagare per i propri errori, è la conferma che nessun sistema può essere perfetto e nessuno deve pretendere che lo sia, fintantoché ad ognuno è assicurata la possibilità di vedere quegli errori puniti.

Certo, ora chi quei carnefici li ha difesi, sostenendo il valore morale del loro operato a tutela delle stesse istituizioni che oggi li hanno condannati, dovrebbe avere il coraggio di alzarsi, chiedere scusa e sentirsi moralmente condannato. Attendo fiducioso le dimissioni di Fini.

A due anni dalla laurea

Due anni fa, il 4 marzo 2008, mi veniva conferito il titolo di dottore. Non so perché mi ci volle così tanto, non capisco perché fossi spaventato dal cambiamento che finire l'università poteva rappresentare. Oggi sono passati due anni e non è cambiato niente. O meglio, è cambiato tutto ma nulla di tutto ciò ha a che vedere con l'essere diventato dottore. I due anni in più li avrei avuti lo stesso. La vita in un'altra città, in un altro paese, l'avrei scelta comunque. Alcune relazioni sarebbero finite ad ogni modo. La Virtus l'hanno uccisa anche senza di me. A memoria, i momenti più belli li ho passati da solo, in cima a una montagna, respirando aria fresca, fumo buono, velocità, affetto e gioia di un cane, e giocando forse per l'unica volta nella mia vita la parte di chi ha il controllo delle cose, e il piede in due staffe. Una bella sorpresa allora, e un sogno malizioso, si trasformarono poi nella realizzazione di quel sogno, e nella nemesi di quella stessa sorpresa. Mi stupii allora, come mi stupii ieri, di qualcosa che era scontato: e chissà quante altre sorprese mi sarei dovuto aspettare, quanti atti di espiazione di peccati sempre commessi e mai confessati, con la convinzione che, allora come ieri, un viaggio fosse sufficiente a guadagnarsi l'assoluzione.

Ma i peccati non si cancellano. Si perdonano, a volte, ma non si cancellano. Mi sono potuto permettere il lusso di ricordare con un sorriso un compleanno che non dimenticherò mai, pur non avendolo mai festeggiato, e mi ci sono voluti sei anni. Sei anni per sorridere di una persona che, tutto sommato, era solo stata onesta con me. Pur senza darmi ciò che meritavo, non era stata ipocrita. Aveva avuto il coraggio di fare una scelta, non aveva avuto il coraggio di dirmelo. Ma lei, almeno, non me lo nascose. Ed è anche per questo che resterà per sempre la migliore.

martedì 2 marzo 2010

European politics

This is what happened a few days ago in the European Parliament:
We were told that when we had a president, we'd see a giant global political figure - the man that would be the political leader for 500 million people. The man that would represent all of us on the world stage. The man whose job was so important that of course you're paid more than President Obama. Well, I'm afraid what we've got was you. And I'm sorry, but after that performance, earlier, that you gave - and I don't want to be rude - but, you know, really, you have the charisma of a damp rag and the appearance of a low-grade bank clerk. And the question that I want to ask is: Who are you? I'd never heard of you; nobody in Europe has ever heard of you. I would like to ask you, president, who voted for you? Is this European democracy? Well, I sense though that you're competent and capable and dangerous, and I have no doubt that it's your intention to be the quiet assassin of European democracy and of the European nation states. You appear to have a loathing for the very concept of the existence of nation states - perhaps that's because you come from Belgium, which of course is pretty much a non-country.

Well, Mr. Nigel Farage was quite wrong about the last statement, actually Mr. Van Rompuy is not from France.