A forza di leggere ogni sorta di notizia sull'affaire Berlusconi-Noemi, al di la' dell'inevitabile disgusto per la vicenda nel suo complesso, quello che si evince sullo sfondo, all'inizio in maniera sfuocata, poi via via sempre piu' nitida, e' l'immane squallore in cui versa il cittadino medio in questo paese. Una ragazza giovane e carina (ma questi poi sono gusti) viene praticamente programmata dalla madre, ex aspirante modella e valletta fallita, ad inseguire il sogno dell'apparizione in tv, come show-girl, velina, soubrette, chiamatela come vi pare. Il massimo modello culturale che questo paese e' in grado di esprimere e' la consacrazione del proprio corpo alla divinita' televisione, che sancisce irrevocabilmente la superiorita' di chi appare su chi rimane fuori, che trasforma un giudizio soggettivo in valore oggettivo e indiscutibile. L'educazione che si propone ai figli e' la ricerca del successo attraverso l'apparenza, con una sfacciata noncuranza verso l'impegno, lo studio, la cultura, la conoscenza, principii che nessuno insegue piu' perche' portano ad una vita nell'ombra, con un lavoro precario e la prospettiva massima di un'ascesa lenta verso una posizione di mediocrita'. Il successo e' l'apparenza, il fumo e' diventato piu' importante dell'arrosto e la societa' benedice il fumo. Chi difende l'arrosto e' un perdente, un emarginato, ed ancora peggio e' accecato dall'invidia verso chi, invece, ce l'ha fatta ad apparire.
Ci hanno costretto a vendere l'anima: qualcuno l'ha fatto con gioia, liberandosi di un peso di cui non coglieva il senso; noialtri che non ci siamo venduti, pochi a dire il vero, ci teniamo questo peso che ci fa guardare la gente con un profondo senso di impotenza e di sconforto, e ci costringe a dormire male la notte, angosciati dai fantasmi dell'ignoranza. Fantasmi tremendamente simili, nell'apparenza e nella sostanza, alle veline.
Ci hanno costretto a vendere l'anima: qualcuno l'ha fatto con gioia, liberandosi di un peso di cui non coglieva il senso; noialtri che non ci siamo venduti, pochi a dire il vero, ci teniamo questo peso che ci fa guardare la gente con un profondo senso di impotenza e di sconforto, e ci costringe a dormire male la notte, angosciati dai fantasmi dell'ignoranza. Fantasmi tremendamente simili, nell'apparenza e nella sostanza, alle veline.



