L'uomo saggio non è colui che non commette mai errori, ma colui che sa come trarne giovamento.Così diceva un uomo saggio, che come tutti i saggi fu in grado di commettere le peggiori nefandezze. Ci siamo persi di vista, qualche contatto sporadico, ma in questa serata triste mi sovviene questa sua affermazione (sulla cui paternità effettiva non potrei giurare). Avevamo delle belle conversazioni, parlavamo di filosofia, di politica, di donne e di religione. Di futuro non ancora, ché era troppo presto. Quando arrivò il momento, ci separammo.
Ridimensionamento è una parola dura, brutta, già dalla grafia trasuda la sua ostilità, la pronuncia non è scorrevole. Il significato si associa irrimediabilmente a delle ambizioni da rivalutare, a delle speranze deluse, alla necessità di ricominciare da capo o di continuare in maniera diversa. Si implica che la scelta di cambiare rotta non dipende dalla nostra volontà ma ci è stata imposta. I miei trascorsi da tifoso attivo della Virtus mi hanno ben insegnato cosa significhi ridimensionare, tra aspettative e fallimenti ho idea che la vera dimensione della Virtus e di noi suoi poveri tifosi sia così infima e miserrima che forse neanche un esperimento congiunto tra il CERN di Ginevra e il laboratorio INFN del Gran Sasso riuscirebbe a misurarla. Leggo in questi giorni dell'ennesimo fallimento della stagione Virtus, con due grandi differenze rispetto al passato: quest'anno il fallimento si è mostrato in tutta la sua trabordante magnitudine sin da inizio stagione, ed io non ne sono stato partecipe per nulla. Un amore che sembra svanito con la distanza, a dispetto di tutte le leggende in merito. E che si è tramutato in distacco.
Poi ci sono le donne. In quel campo il ridimensionamento è una costante, per certi versi, e una variabile per altri: perché c'è sempre, ma arriva senza criterio, a volte molto presto, a volte troopo tardi. Pensavo che l'ultimo episodio di Lost, la scorsa settimana, potesse rappresentare simbolicamente la fine di un ciclo. Del resto lo avevo iniziato a vedere con una persona accanto, poi mi ero ritrovato ad andare avanti da solo, poi quella persona si riprese il diritto a sedersi accanto a me ma non tornò mai a farlo. Continuammo a viaggiare insieme, per un periodo, ma in realtà ognuno sulla sua strada.
La mia mi ha portato infine qui a Londra, con delle idee e dei progetti, e il fatto che nuove idee e nuovi progetti stessero affiancandosi a quelli originali, proprio mentre Lost si chiudeva, mi fece credere e sperare che un nuovo ciclo si stesse aprendo. Mi sbagliavo. In una settimana molte aspettative sono rimaste disattese, molte speranze si sono tramutate in rammarichi, costanti e variabili si sono presentate all'unisono, il progetto più importante è fallito.
Ora ci sarebbe bisogno di fermarsi a riflettere, prendersi un momento per pensare al passato e al futuro. Ma non si può, devo continuare a correre, almeno per un po'. Poi potrò sedermi, da solo, a riflettere sulle dimensioni del mio ridimensionamento. Non vedo l'ora.