Poche idee, ma confuse.

Di che cosa parlo in questo angolo di spazio libero

sabato 2 gennaio 2010

Living is easy with eyes closed

Ho dentro una sensazione strana, di rabbia mista a rassegnazione, la sensazione che anche questa volta la responsabilità fosse mia, che ci fosse qualcosa che poteva essere fatto e che non ho fatto. Perché ho questa pretesa assurda di controllare ciò che accade, anche quando palesemente tutto mi sfugge dalle mani. Però ho la rara capacità di compiere articolati voli pindarici e convincere tutti, a partire da me stesso, che tutto vada esattamente come avevo pensato. Pensiero laterale. Deviato. Deviato da una linea retta in cui tutto quello che è successo non sarebbe dovuto succedere. Perché mi sarei fermato molto prima, e avrei capito prima che la mia vita era altrove. Quello che ora come allora non può andarmi giù è che le vite degli altri siano altrove, che io non possa disporre liberamente di tutto ciò che voglio. Non conosco la rassegnazione. Cinque anni, un figlio e un matrimonio per rassegnarmi che era andata, per sempre. Eppure la convinzione che quel figlio e quell'anello avrebbero potuto essere miei, se non avessi sbagliato qualcosa. Nell'ultima occasione in cui lasciai che a controllare non fossi io. Forse anche la prima, l'unica. L'amore. Quello che non provavo più, quello che avevo sostituito con il controllo. Quello che persi allora, così come ieri ho perso il controllo. Ed entrambe le volte per colpa mia, anche se tutto resta dentro la mia testa.
Fuori va tutto bene, fuori non è colpa mia, lei ha sbagliato, lei non doveva comportarsi così, tu sei stato perfetto e non è bastato. Ieri era un amore finito, oggi è un viaggio più bello. Anche se "the further one travels, the less one knows".

venerdì 1 gennaio 2010

Buon natale e felice anno nuovo

Il natale 2009 è passato portando con sè degli splendidi doni. Per fortuna che il natale viene solo una volta l'anno, devo cominciare a stare seriamente attento alle festività dopo quanto accaduto per il mio compleanno. Quello, per di più, era anche uno spettacolo già visto. A quanto pare invece il capodanno è passato via leggero, senza strascichi: una festa mediocre, anche questa nella migliore tradizione (ne ricordo uno passato a casa malato, uno trascorso leggendo un topolino d'annata appoggiato ad una porta chiusa, uno speso a girovagare per Fiumicino prima di fare felicemente ritorno a casa). Così la vita continua, con i soliti inganni e i soliti ingannatori: e allora tra un week-end in Cornovaglia e una vita in Australia il passo è breve, ed io voglio pensar male e dire che a certa gente manca il coraggio di dire la verità, perché per tutto il resto il coraggio si trova. Così come voglio pensar male di Giuseppe Graviano, che fa scena muta al processo Dell'Utri perché inabilitato a parlare dai rigori del 41 bis, e dopo una settimana si trova con l'isolamento revocato. Ed il mio silenzio, in tutto questo, è normale? In un mondo ideale starei urlando tutta la mia rabbia, e tante altre volte avrei urlato. Nel mondo reale, invece, tutto quello che mi è concesso sono cinque anni di attesa per scoprire la verità, e se sono fortunato mi danno lo sconto di pena.