Gli uomini vestiti da soldati sono sempre a proprio agio, non c'è bisogno di ingaggiare degli attori professionisti per questo. Così come le donne: se le vesti da puttane, va sempre bene.
(Mario Monicelli)
E così decisi di vestirmi da soldato, e combattere. Non che mi sentissi particolarmente a mio agio in quelle vesti. Anzi, devo dire la verità, stavo parecchio scomodo in un ruolo che non era il mio. Il ruolo della mia nemesi. O meglio, la nemesi del mio ruolo. Ero diventato improvvisamente il mio nemico, e vestito da soldato combattevo tra l'impulso a non passare al lato oscuro, a non diventare quello che odiavo, e la tentazione di lasciarmi andare, cadere tra le sue braccia, rubarla e scappare con lei. Che, vestita da puttana, si sentiva incredibilmente a suo agio. E quindi caddi. Avevo provato a respingerla, a mandarla via. Avevo provato a resistere alla tentazione. Tentativo vano, reso ancor più inutile dall'ostinazione di una donna vestita da puttana, assolutamente a suo agio. E devo dire, non è proprio quel vestito che la rende così attraente? Non è forse la possibilità di farci del male che ci spinge a correre il rischio?
Ero tornato, dopo anni, a provare delle sensazioni che ormai davo per irripetibili. Sensazioni che associavo ad un'epoca passata, quando ancora ero ingenuo e con l'ingenuità si provano i sentimenti più sinceri. Poi si cresce e ci si accorge che molti di questi sentimenti sono effimeri, sono il sogno di chi non conosce, sono la strada che conduce alla saggezza. Saggezza di chi ha provato delle sensazioni solo per poter dire che sono finte, illusorie, irripetibili. Appartengono all'adolescenza, così come la fiducia incondizionata verso una madre appartiene all'infanzia. Dopo si capisce che le madri mentono, e che l'amore non esiste. Allora si cercano altre cose, altre sensazioni, altri sentimenti.
Poi all'improvviso quelle sensazioni tornano. Lo stomaco che si stringe, la mente che vaga, un fremito come di corrente elettrica che attraversa la lingua quando la baci. E non capisci più niente e perdi di vista tutte le lezioni che la vita ti aveva impartito, tutte le sofferenze che avevi affrontato, tutte le barriere che avevi eretto in difesa di un delicato equilibrio. Dimentichi di essere stato cinico e sarcastico, ti lasci andare al sorriso idiota che attraversa la tua faccia anche mentre dormi, sospiri e preghi che questo momento non finisca mai. Ma sai che, invece, finirà. Noi lo sapevamo bene proprio perché tutto nasceva dall'inganno. Dal suo vestito da puttana. Dal mio vestito da soldato. Allora le dissi che non potevamo continuare a recitare, dovevamo toglierci i vestiti ed essere noi stessi. L'errore più grave fu togliersi i vestiti e non per fare l'amore. No, li togliemmo per guardare in faccia la realtà, e tornare ai nostri posti. Lei da qualche altra parte, con qualcun altro. Io da solo, cinico e sarcastico.
Il problema è che quando torni dietro alle barriere che in teoria dovrebbero proteggere il tuo equilibrio, le ferite che ti porti dietro continuano a bruciare. E non riesci a capire perché lei ti sembrava così bella, con quel vestito da puttana.