E quindi, così per dire, dopo cinque anni e mezzo da quel giorno in cui feci le valigie, apro il giornale e cosa vedo? Vedo il Ministro dell'Interno (lasciamo per un attimo da parte che sia stato per anni il pupazzo di Berlusconi e il referente delle cosche), in un governo in coalizione con ciò che rimane della sinistra italiana, riferirsi ai venditori ambulanti sulle spiagge come vu cumprà, che infastidiscono gli italiani in vacanza. Lasciando da parte il fatto che non si capisce perché Alfano discrimini contro i turisti stranieri che possono a quanto pare essere disturbati (e continuiamo a lasciare cose da parte), la sensazione che più mi deprime non è quella dovuta al fatto che nel 2014 il Ministro dell'Interno in Italia possa essere razzista, ma che nessuno a sinistra ne chiederà le dimissioni. Certo, una volta che ce l'hai messo a fare il Ministro non è che ti puoi scandalizzare che si lasci andare a uscite razziste. Del resto tutto ciò accade lo stesso giorno in cui verrà eletto alla guida della Federcalcio uno che serenamente dice che i negri mangiano le banane.
Tutto questo dopo cinque anni e mezzo da quel giorno in cui feci le valigie. La situazione, se possibile, è peggiorata. E fa male. Certo, anche qui non è che si stia tanto meglio. Ma almeno il razzismo si esercita con stile. Che alla fine è una cortesia che non puoi non apprezzare, come quando ti tirano un missile sul tetto, ma prima ti telefonano per avvertirti.
Che tristezza.