Bethnal Green, Tower Hamlets, Londra
Che posto di merda. Ci passai solo una decina di giorni, riuscendo rapidamente a convincere Marcolino che la sistemazione non rispondeva appieno alle nostre esigenze. Una mezza topaia, al piano terra di un Council Estate (di quelli di un tempo, non una gioia per gli occhi ma nemmeno uno di quegli orrendi tower blocs i cui architetti dovrebbero essere condannati all'interdizione perpetua dal bello, e mandati a vivere a Cardiff), senza internet e senza la possibilità di installarlo, poiché la qual cosa avrebbe comportato la necessità di installare una linea del telefono. Coinquilini singolari di cui non ricordo più praticamente nulla, se non che uno viveva di notte ed era un personaggio discutibile, l'altro era in realtà una coppia di giapponesi, con un qualche progetto grafico di stop motion, una qualche fobia sulla cucina, e una bicicletta Peugeot. La nostra stanza, con delle scatole a fungere da comodini, aveva il letto a una piazza e mezzo. Marcolino è alto un metro e novanta, russa e si agita nel sonno, e suole svegliarsi con una vibrante erezione che all'epoca tendeva a portarsi via il piumone nella sua interezza, a Gennaio, a Londra. Come detto all'inizio, non durammo molto in quel posto, e tale era il mio desiderio di andarmene il prima possibile, che finimmo a Mansford Street.