Poche idee, ma confuse.

Di che cosa parlo in questo angolo di spazio libero

venerdì 30 aprile 2010

E io ero Sandokan

Marciavamo con l’animo in spalla
nelle tenebre lassù
Ma la lotta per la nostra libertà
il cammino ci illuminerà.
Non sapevo qual era il tuo nome
neanche il mio potevo dir
il tuo nome di battaglia era Pinin
ed io ero Sandokan.
Eravam tutti pronti a morire
ma della morte noi mai parlavam
parlavamo del futuro
se il destino ci allontana
il ricordo di quei giorni
sempre uniti ci terrà.
Mi ricordo che poi venne l’alba
e poi qualche cosa di colpo cambiò
il domani era venuto
e la notte era passata
c’era il sole su nel cielo
sorto nella libertà.


http://www.youtube.com/watch?v=B-u2wg3jYfw&feature=related

giovedì 29 aprile 2010

Addio Furio



Se n'è andato ieri uno degli uomini che ha portato l'Italia fuori dal fascismo. Uno che andava in giro con l'Unità sotto al braccio. Un maestro del cinema italiano, che insieme ad Agenore Incrocci aveva dato vita al duo Age&Scarpelli, marchio di fabbrica della commedia all'italiana, genere prima disprezzato, poi amato, poi svilito. Innumerevoli i film capolavoro che portano la loro firma e segnano il racconto di un'Italia che cercava di ripartire, di uscire dagli anni nefasti della dittatura, che sopperiva con l'arte di arrangiarsi all'assenza di forza, soldi, speranza. Da "I soliti ignoti" a "C'eravamo tanto amati", da "La grande guerra" a "Tutti a casa", da "L'armata Brancaleone" a "Il buono, il brutto, il cattivo". In ognuno di questi film il ritratto di personaggi comuni, che riuscivano a strappare un sorriso e una riflessione, che diventavano eroi per il loro essere antieroi. Che si rendevano conto, alla fine, di essere buoni al massimo per lavorare, che (moderni Robin Hood) volevano rubare ai ricchi ma non avrebbero mai tradito i poveri, che sognavano un paese diverso e acculturato, che avrebbero ucciso per soldi ma si sarebbero fatti uccidere per amore. Che andavano dal re della mezza, ed ordinavano sempre una mezza porzione di pasta e ceci, abbondante. Mai una sana, scarsa.

domenica 25 aprile 2010

Ora e sempre, Resistenza

Diventa sempre più difficile resistere. Resistere agli agguati che il 25 Aprile subisce regolarmente ogni anno. Resistere al tentativo di screditare e delegittimare la lotta partigiana. Resistere agli attacchi di chi getta fango su coloro che lottarono per la libertà. Resistere a coloro che vogliono sovvertire la storia e convincerci che i partigiani erano il male che per fortuna non ha vinto. Resistere al dilagare di un neofascismo spesso mascherato, razzista, ignorante, violento. Resistere a chi cerca di sdoganare coloro che combatterono dalla parte sbagliata. Resistere a chi vuole far diventare tutti uguali, uniformare, omologare ed infine dimenticare.
Eppure il ricordo della lotta partigiana antifascista resiste, si rinnova, si perpetua ed è ogni anno più forte nel cuore di chi non vuole dimenticare il sacrificio di coloro che contrbuirono, con la loro Resistenza, a dare a noi tutti la libertà.

"Ogni contrada è patria del ribelle, ogni donna a lui dona un sospir. Per la notte lo guidano le stelle, forte il cuore e il braccio nel colpir."

mercoledì 14 aprile 2010

Was it that I failed to live up to your expectations? Was that it, subliminal rage that I was not healing your deep-suited daddy wound? Or was it that you were just having fun?

martedì 13 aprile 2010

L'arte immortale, gli immortali vizi

Il 10 Aprile 1970, Paul McCartney annunciava al mondo che i Beatles non esistevano più. Con queste parole Mark Lewisohn chiude la sua prima grande fatica letteraria sulla storia dei Beatles. Una guida spirituale che accompagna il lettore giorno per giorno nella vita dei quattro di Liverpool che cambiarono la musica e il mondo, in un percorso che si chiudeva pubblicamente quel 10 Aprile di quaranta anni fa. A distanza di 40 anni da quel giorno, la Santa Romana Chiesa perpetra il vizio delle scuse tardive, già recitate per Giordano Bruno, Galileo Galilei, qualche milione di ebrei lasciati silentemente morire nei campi di concentramento solo per citare i primi che mi vengono in mente. Ora è il turno dei Beatles, tacciati allora di satanismo e oggi perdonati, perché tutto sommato la loro musica non era niente male. E a molti questo perdono appare quanto meno inusuale per la tempistica (certo, il quarantennale dello scioglimento), in un momento in cui un altro classico vizio delle gerarchie ecclesiastiche viene messo al centro dei riflettori. Possiamo discutere di quale vizio sia più inviso agli occhi di Dio, se la condanna del libero pensiero o la molestia dell'infante. O possiamo ancora una volta schierarci dalla parte dei Beatles e dire, come ha fatto Ringo Starr in proposito, "I couldn't care less".

The Beatles, 5 Ottobre 1962-10 Aprile 1970

giovedì 8 aprile 2010

Non capisco perché

Anche stavolta, sono tornato a Roma e da Roma me ne rivado con il solito, grande, quesito amletico: ma perché mi ostino a tornare*? Non ho fatto a botte, non ho insultato, non sono riuscito a parlarle, né a dirle che avrei preferito Emanuele a Daniele, non ho avuto quella tranquillità che speravo di ritrovare a "casa", dopo averla persa qui. Poi il dottore ti dice che sei stressato, e che dovresti eliminare le cause dello stress. Certo dottò, io ce provo pure, ma veda un po' lei se se pò annà avanti così. Altro che gocce di valeriana.

*almeno stavolta sono riuscito ad andare a vedere la Virtus. Giachetti ci trascina alla vittoria. Forse era meglio se al posto dei tranquillanti mi facevo dare degli antidepressivi.