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martedì 13 aprile 2010

L'arte immortale, gli immortali vizi

Il 10 Aprile 1970, Paul McCartney annunciava al mondo che i Beatles non esistevano più. Con queste parole Mark Lewisohn chiude la sua prima grande fatica letteraria sulla storia dei Beatles. Una guida spirituale che accompagna il lettore giorno per giorno nella vita dei quattro di Liverpool che cambiarono la musica e il mondo, in un percorso che si chiudeva pubblicamente quel 10 Aprile di quaranta anni fa. A distanza di 40 anni da quel giorno, la Santa Romana Chiesa perpetra il vizio delle scuse tardive, già recitate per Giordano Bruno, Galileo Galilei, qualche milione di ebrei lasciati silentemente morire nei campi di concentramento solo per citare i primi che mi vengono in mente. Ora è il turno dei Beatles, tacciati allora di satanismo e oggi perdonati, perché tutto sommato la loro musica non era niente male. E a molti questo perdono appare quanto meno inusuale per la tempistica (certo, il quarantennale dello scioglimento), in un momento in cui un altro classico vizio delle gerarchie ecclesiastiche viene messo al centro dei riflettori. Possiamo discutere di quale vizio sia più inviso agli occhi di Dio, se la condanna del libero pensiero o la molestia dell'infante. O possiamo ancora una volta schierarci dalla parte dei Beatles e dire, come ha fatto Ringo Starr in proposito, "I couldn't care less".

The Beatles, 5 Ottobre 1962-10 Aprile 1970

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