Poche idee, ma confuse.

Di che cosa parlo in questo angolo di spazio libero

lunedì 14 settembre 2009

La citazione del giorno

"Stalin reminded me of the Renaissance despots -no principles, any methods, but no flowery language- always Yes or No, though you could only count on him if it was No."

Clement Attlee

mercoledì 9 settembre 2009

Capitolo 1: la cena

Quella sera, Aleksej aveva organizzato il ricevimento nei minimi dettagli. La rossa Katrina era stata convinta a superare la propria profonda timidezza e ad accettare l'invito a casa Mannimàzov, dove Aleksej la aspettava con una manciata di patatine, mentre all'alcool avrebbero provveduto gli ospiti stessi. L'avarizia del fiero Aleksej poteva rappresentare la sua stessa rovina. Ciononostante, le probabilità di riuscita del diabolico piano non risultarono affatto inficiate: anzi, l'idea di estendere l'invito a una serie di coppie affiatate e disinibite avrebbe dovuto spingere la rossa Katrina nelle braccia di Aleksej. Tutto sembrava scorrere alla perfezione, l'alcool, il sale delle patatine, la gola che si seccava e provocava l'insistente necessità di altro alcool. Lo spaccio gestito da un kazako giusto all'angolo della strada polverosa fornì nuova linfa alla serata proprio quando questa sembrava scemare. La vodka veniva consumata copiosamente, la temperatura dei corpi si innalzava a contrastare gli effluvi dell'alcool e i primi segni del rigido autunno che sarebbe sceso di lì a qualche settimana dagli Urali.
Eppure qualcosa sembrava non funzionare. Mateja e Maurolija se ne resero conto, e subito rivolsero la loro preoccupazione allo Starec Marco. Questi dovette dapprima frenare il perfido tentativo di sabotaggio della bella Lizenka, che aveva cercato di avvelenare il bicchiere di vodka ormai satura del melenso andazzo della serata. Fu sufficiente un buon infuso di erbe e un'occhiata rigida ma compreniva da parte dello Starec per convincere la perfida Lizenka a ritirarsi nelle sue stanze. Solo a quel punto i tre poterono concentrarsi sul muro di ghiaccio che sembrava essersi eretto tra Aleksej e Katrina. Lo Starec inizò quindi ad intonare litanie mistiche dei più famosi asceti tardo medievali russi, tra cui Barry Whitevski e Stjepan Wonderskij. I risultati, purtroppo, sembravano tutt'altro che confortanti. Neanche un breve passo della famosa orazione di Marijus Bregazov diede i risultati sperati. A quel punto il giovane Maurolija decise di desistere e di andare a riposare, conscio che il duro inverno del cuore di Aleksej non avrebbe ceduto il passo neanche al calore dell'Inferno. La natura dell'Uomo non può essere cambiata, e quella di Aleksej si stagliava invincibile sopra il sorriso triste e deluso della rossa Katrina.

martedì 8 settembre 2009

I fratelli Mannimàzov

Il famoso scrittore sovietico Fëdor Maurajlovič Longoevskij ha annunciato di essere al lavoro sul suo nuovo capolavoro, dal titolo "I fratelli Mannimàzov". Nella monumentale opera si racconterà la storia di due fratelli, Aleksej e Mateja, il primo profondamente introverso e mistico, e nel quale l'intima devozione al satanismo soffocherà ogni suo tentativo di interagire nella sfera dei sentimenti, il secondo metodico e profondamente razionale, freddo e quasi maniacale nel calcolare ogni convenienza nelle scelte, tanto materiali quanto metafisiche; della loro convivenza con lo Starec Marco, figura carismatica e guida spirituale dei due fratelli, che gli sono devoti per la sua capacità di guidarli nella vita, e per la fonte di ispirazione che egli rappresenta nei loro animi tormentati; della bellissima e perfida donna Lizenka, che ha rancore verso tutti gli uomini e che cerca di approfittare del suo legame amoroso con Marco per controllare le menti dei fratelli Mannimàzov; di Castellanjakòv, fratello naturale dei Mannimàzov ma tenuto in casa come un servo, che complotta contro i due fratelli per ristabilire il vero ordine delle cose e vendicarsi delle angherie che è stato costretto a subire, anche a causa dell'ostilità nei suoi confronti dello Starec Marco; e del giovane Maurolija, la cui autorità a dispetto della tenera età sorprende tutti gli abitanti di casa Mannimàzov, e che, scevro da ogni corruzione dell'animo, riesce a divenire infine la vera guida spirituale del gregge, grazie alle sue ideologie estreme eppure non attaccabili da chi non può dichiararsi estraneo alla contaminazione morale proveniente da qualsivoglia corrente.

domenica 6 settembre 2009

London calling (back)

Sono di nuovo qui, sono tornato nella perfida Albione. Mi accoglie un tempo clemente, cielo coperto ma niente pioggia, temperature basse ma non fredde, non rimpiango il clima romano. Poi valigie in spalla e autobus deviati, per una sorta di ritorno alla realtà. Una nuova stanza, nuovi compagni di casa, una nuova bicicletta: anche questo è un segno di un secondo inizio, con la consapevolezza che stavolta si comincia sul serio ma con tante paure già dissipate. In questo l'esperienza è stata utile, partire da zero ora mi avrebbe tagliato le gambe. Eppure si fanno ancora gli stessi errori, con una certa divertita e compiaciuta consapevolezza: la nuova bicicletta è senza freno posteriore, e un'altra era decisamente più carina, oltre che più economica. Ma va bene così, col sogno di arrivare un giorno ad avere tutto quello che desidero, una vita felice, un lavoro affascinante e una bicicletta brakeless con telaio in titanio. Sono di nuovo qui, sono di nuovo a casa.