Il natale 2009 è passato portando con sè degli splendidi doni. Per fortuna che il natale viene solo una volta l'anno, devo cominciare a stare seriamente attento alle festività dopo quanto accaduto per il mio compleanno. Quello, per di più, era anche uno spettacolo già visto. A quanto pare invece il capodanno è passato via leggero, senza strascichi: una festa mediocre, anche questa nella migliore tradizione (ne ricordo uno passato a casa malato, uno trascorso leggendo un topolino d'annata appoggiato ad una porta chiusa, uno speso a girovagare per Fiumicino prima di fare felicemente ritorno a casa). Così la vita continua, con i soliti inganni e i soliti ingannatori: e allora tra un week-end in Cornovaglia e una vita in Australia il passo è breve, ed io voglio pensar male e dire che a certa gente manca il coraggio di dire la verità, perché per tutto il resto il coraggio si trova. Così come voglio pensar male di Giuseppe Graviano, che fa scena muta al processo Dell'Utri perché inabilitato a parlare dai rigori del 41 bis, e dopo una settimana si trova con l'isolamento revocato. Ed il mio silenzio, in tutto questo, è normale? In un mondo ideale starei urlando tutta la mia rabbia, e tante altre volte avrei urlato. Nel mondo reale, invece, tutto quello che mi è concesso sono cinque anni di attesa per scoprire la verità, e se sono fortunato mi danno lo sconto di pena.
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venerdì 1 gennaio 2010
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