Io una ragazza non l'ho mai rimorchiata. Anzi sì, un paio, così andando a memoria mi viene in mente quella volta che ho usato una bambina come esca. Però le mie storie le ho avute. E come è stato possibile? Venivano loro da me. Spesso mi chiedevo perché, per quale motivo, cosa ci fosse dietro. Cioè, che venissero da me mi sembrava proprio una cosa assurda. Però per questo stesso motivo ogni volta che mi è capitato me ne sono fatto una ragione, ho messo da parte le domande e sono andato avanti. Così anche stavolta ho pensato che fosse strano, però non stava a me stabilire se tu dovessi venire da me. Era una tua scelta, e a me toccava solo rispettarla. Qualcosa però non deve essere andato nel verso giusto, se ora sto qui a chiedermi per quale motivo sia tanto difficile dire di no. Tanto più che lo devi dire a me. Tanto più che la scelta di metterti in condizione di dover dire di no l'hai fatta te. A me non sarebbe mai venuto in mente di chiederti nulla, ma tu hai insistito, mi hai forzato a chiederti di uscire, me l'hai implorato, te l'ho chiesto e mi hai detto di sì. Poi ti ho dato, altra mia caratteristica, milioni di occasioni per fare un passo indietro, per dirmi "ehi, aspetta, ma io veramente sto qui a farmi corteggiare DA TE?" ma niente, tu non le hai sfruttate. Poi alla fine ti neghi e, per parafrasare il grande coach Svetislav Pesic, mi apostrofi con un "are you disappointed?" Certo che sono disappointed, potevi dirmelo subito, potevi risparmiarmi 24 canzoni, potevi darmi un pensiero di meno, potevi farmi sprecare meno tempo. Ma, ancora, non era giunto il momento di dirmi no. L'hai voluto rimandare, hai voluto che io pensassi che non eri come tutte le altre. Alla fine l'onere della prova era a tuo carico, per tua volontà. A quel punto... niente, proprio non ce la fai.
Io certe cose non riesco proprio a spiegarmele.
Io certe cose non riesco proprio a spiegarmele.
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