Colonna sonora consigliata per la lettura del post: The End
A meno di improbabili colpi di scena, domani la Camera dei Deputati approverà a larga maggioranza lo stupro dei diritti fondamentali dell'uomo e la cancellazione di ogni traccia di civiltà residua nel nostro Paese. Quel luogo, che vide nobili menti occupare i suoi scranni e animare dibattiti profondi sulle fondamenta sopra le quali costruire uno stato libero e democratico, domani assisterà impotente all'esecuzione delle volontà di un manipolo di xenofobi ignoranti, figli dell'arroganza e fascisti mai abbastanza ripuliti. La Camera approverà domani a larga maggioranza (sì, insomma, se non si fosse capito, a larga maggioranza) un pacchetto di norme che legalizza la legge del più forte, strappa al più debole il figlio appena nato, istituisce il nuovo reato di povertà etnica, autorizza la deportazione del povero di cui sopra in nuovi campi di concentramento. I diritti, la solidarietà, il rispetto, calpestati da chi non ha memoria, non ha passato, da chi pensa che il diverso sia il nemico, che il debole sia il problema, che la violenza sia la soluzione.
Ed io, che amavo così tanto la mia città e la mia squadra del cuore, mi vedo costretto a perpetuare il mio esilio volontario, chissà ancora per quanto. No, mi spiace, non ce la faccio. Finché potrò, finché me ne lasceranno il diritto, userò ogni strumento per provare a cambiare le cose. Purtroppo però non ho più fiducia nelle persone. Questo non è più il mio Paese.
A meno di improbabili colpi di scena, domani la Camera dei Deputati approverà a larga maggioranza lo stupro dei diritti fondamentali dell'uomo e la cancellazione di ogni traccia di civiltà residua nel nostro Paese. Quel luogo, che vide nobili menti occupare i suoi scranni e animare dibattiti profondi sulle fondamenta sopra le quali costruire uno stato libero e democratico, domani assisterà impotente all'esecuzione delle volontà di un manipolo di xenofobi ignoranti, figli dell'arroganza e fascisti mai abbastanza ripuliti. La Camera approverà domani a larga maggioranza (sì, insomma, se non si fosse capito, a larga maggioranza) un pacchetto di norme che legalizza la legge del più forte, strappa al più debole il figlio appena nato, istituisce il nuovo reato di povertà etnica, autorizza la deportazione del povero di cui sopra in nuovi campi di concentramento. I diritti, la solidarietà, il rispetto, calpestati da chi non ha memoria, non ha passato, da chi pensa che il diverso sia il nemico, che il debole sia il problema, che la violenza sia la soluzione.
Ed io, che amavo così tanto la mia città e la mia squadra del cuore, mi vedo costretto a perpetuare il mio esilio volontario, chissà ancora per quanto. No, mi spiace, non ce la faccio. Finché potrò, finché me ne lasceranno il diritto, userò ogni strumento per provare a cambiare le cose. Purtroppo però non ho più fiducia nelle persone. Questo non è più il mio Paese.
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