del sindacato internazionale calciatori, che chiede a gran voce libertà di bestemmia. La norma varata dalla Federcalcio, infatti, viola il principio della libertà d'espressione e, aggiungo io, quelli della libertà di pensiero, della non distinzione religiosa, della ruvidità del calcio giocato e dell'anticlericalesimo. "Hanno perso un'occasione per stare zitti", ha commentato il presidente del CONI Gianni Petrucci (che tale occasione la perde ogni volta che apre bocca). Aggiungo io che un po' tutti, secondo lui, perdono una buona occasione quando bestemmiano. Perché è questa la filosofia imperante e la cartina al tornasole del nostro livello culturale: anche se si tratta di linguaggio triviale, di espressioni offensive, di parole inutili, il messaggio che si vuole trasmettere è che si può parlare solo per assecondare il volere del padrone. Qualsiasi forma di dissenso deve essere censurata.
E visto che con la libertà non si scherza, è meglio iniziare a difendere anche la libertà di bestemmia.
E visto che con la libertà non si scherza, è meglio iniziare a difendere anche la libertà di bestemmia.
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