Ieri la Virtus Roma ha battuto Siena, dopo 41 partite e 385 giorni di imbattibilità nel campionato italiano. Una piccola gemma da parte di un gruppo criticato, male assemblato e che finora aveva mostrato scarsa coesione e spirito di squadra. A guidare l'impresa di ieri Jacopino Giachetti, ragazzo dai molti pregi pochi dei quali però riconducibili a un campo di basket. Il suo acquisto infatti significò la costante presenza al palazzo della moglie Melita, perla di rara bellezza e (a detta dei ragazzi di Livorno) stronza di proporzioni colossali. Non stento a crederlo. La sua immagine, del resto, rimandava la mia mente ad un'altra grande stronza, ora quasi mamma. Alla fine i grandi amori sono sempre il preludio a delle grandi inculate. E la mente va irrimediabilmente ad un'altra grande inculata, quella dell'ultima squadra che sconfisse Siena oltre un anno fa: quella squadra era la Fortitudo, retrocessa a fine anno, poi fallita, ora alla guida della serie B eccellenza. Eppure da laggiù si racconta di un PalaDozza stracolmo, come da quassù si attende con ansia il ritorno a casa perché finalmente potrò tornare dalla mia amata e dimostrarle che la distanza rafforza l'amore, non lo distrugge. Perché l'amore è invincibile. Quindi anche se ormai rassegnato a giocare l'anno prossimo in B eccellenza, sarò sempre al suo fianco, la mia Virtus, l'unico amore che mi ha fatto ridere, piangere, soffrire, ma che non mi ha mai tradito e non mi tradirà mai.
*Questo post è dedicato all'ennesima ragazza di cui mi sarei potuto perdutamente innamorare, per la quale avrei potuto perdere la testa, fare follie, ricominciare a credere che quelle mie convinzioni non siano poi del tutto utopia. Perché non si può uccidere un'idea, c'è un mondo dentro.
*Questo post è dedicato all'ennesima ragazza di cui mi sarei potuto perdutamente innamorare, per la quale avrei potuto perdere la testa, fare follie, ricominciare a credere che quelle mie convinzioni non siano poi del tutto utopia. Perché non si può uccidere un'idea, c'è un mondo dentro.
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