Poche idee, ma confuse.

Di che cosa parlo in questo angolo di spazio libero

domenica 8 agosto 2010

Trasloco

Dopo 11 mesi lascio la mia stanza al primo piano del numero 6, Englefield Road. Era il 5 settembre di un anno fa quando per la prima volta varcai la soglia di quella che sarebbe stata la mia nuova casa. In questi 11 mesi la mia vita è cambiata, per certi versi in maniera radicale e improvvisa, per altri in maniera lenta e graduale. Tante cose non sono più le stesse, eppure un senso di perplessità mi pervade. Perché nonostante i cambiamenti più dolorosi siano avvenuti proprio dentro queste mura, per la prima volta dopo tanti traslochi vengo percorso da un vago senso di nostalgia. Quasi a non voler credere fino all'ultimo che certe cose siano veramente successe, e poi a rendersi conto solo nel momento in cui si dice addio ai luoghi dove sono accadute che il dolore è stato reale. Ormai quasi solo dei ricordi lontani, che a volte riaffiorano e strappano un sospiro. Però oggi sono di nuovo qui, in tutto il loro vigore, a ricordarmi degli eventi che hanno sconvolto questa esperienza. Quasi un destino il mio, di partire verso nuove avventure che quasi sul nascere vengono sconvolte da traumi improvvisi, inattesi e dolorosi. Fu così a Madrid, lo stesso è stato qui.
Ma poi si cambia casa, e si lasciano dentro vecchie mura ciò che vi è accaduto. Forse solo domattina, varcando per l'ultima volta questa soglia, potrò dirmi finalmente libero da quello che ho vissuto in questa casa. A cui però, inspiegabilmente, sento di essere legato: non posso dire di essere stato felice, ma questo luogo resterà comunque testimone di un momento importante. Per la felicità saprò aspettare la prossima casa.

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