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martedì 16 giugno 2009

La giustizia, a volte, funziona

In soli due giorni, due notizie che rallegrano appena il torbido panorama, ma che è bene sottolineare. La prima, ieri, ci riporta con la mente a un evento che in pochi avranno dimenticato, ovvero la morte "volontaria" di Piergiorgio Welby (evento riportato agli onori delle cronache in tempi recenti per la triste vicenda di Eluana Englaro). Ebbene, seppure sembrino irrisorie le pene inflitte ai detentori della verità assoluta sul dovere di proteggere la vita ad ogni costo, senza curarsi del dolore della sofferenza e della pietà, il loro valore etico è immenso. Forse, allora, viviamo ancora in uno stato laico e, soprattutto, civile.

E dopo soli otto anni si conclude anche una vicenda che, sinceramente, non ricordavo ma che credo sia analoga a centinaia di altre storie che accadono ogni settimana e che molto di rado assurgono agli onori della cronaca. E' stato condannato in via definitiva un giovane ultras dell'Hellas Verona colto in flagranza di saluto romano. E' stata riconosciuta al gesto "la precisa volontà di diffondere idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico", poiché lo stesso "rimanda per comune nozione storica all'ideologia fascista, e quindi a un'ideologia politica sicuramente non portatrice dei valori paritari e di non violenza, ma al contrario fortemente discriminante ed intollerante, ad un regime totalitario che ha emanato leggi di discriminazione dei cittadini per motivi razziali".

E, a proposito di questa seconda sentenza, chissà cosa ne pensa lei.

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