Poche idee, ma confuse.

Di che cosa parlo in questo angolo di spazio libero

martedì 16 giugno 2009

Viet Nam

Riporto qui una serie di comunicati che pubblicai su Hattrick all'epoca di una delle piu' belle esperienze della mia vita. L'emozione che provai allora fu fortissima e particolare, avevo tra l'altro appena finito di leggere Asce di guerra, da cui presi in prestito il titolo di uno degli oggetti narrativi del romanzo per la mia serie di comunicati. Il viaggio fu costellato di momenti significativi, l'orchidea all'occhiello e il Palazzo della Riunificazione, l'amicizia con Kiet e gli alberghi di lusso, il Mekong e l'idea di orgoglio che il popolo vietnamita riusci' a trasmettermi. In seguito alcuni comunicati furono censurati per i loro espliciti contenuti politici, e purtroppo di questi si sono persi i riferimenti cronologici. E' bene che da qualche parte la mia personale memoria storica sia salvaguardata.


19 settembre 2008, ore 12:02
Saigon, cazzo.

Grazie a voi contribuenti, tra pochi giorni potrò rivivere in prima persona la scena del vecchio Martin Sheen che si sveglia, sudato, in una stanza d'albergo della attuale Ho Chi Minh. Spero solo che abbiano sostituito i vecchi ventilatori a pale e che non ci siano più elicotteri yankee a sorvolare la città. Se non mi doveste veder tornare, sarò andato a cercare il Colonnello Kurtz.


28 ottobre 2008, ore 09:22
Sulle orme dello zio Ho

Si parte per il Vietnam, per scendere lungo il sentiero di Ho Chi Minh ripensando alle geniali strategie di resistenza del comandante Giap e alle gesta di migliaia di uomini coraggiosi che lottarono per la loro libertà. Oggi quel sogno ci sembra svanito, offuscato dai fumi dello smog. Ma la lezione resta.


29 ottobre 2008, ore 12:11
Diari dello zio Ho

Giunti in Vietnam, il jet lag mi fa una pippa, i bagagli smarriti un po' meno. Decine di migliaia di motorini affollano le strade di Ho Chi Minh, sembra impossibile pensare che gli americani, qui, ci hanno perso una guerra. Albergo in puro stile coloniale, ma i francesi, anche loro, non ci sono più.


1 novembre 2008, ore 09:42
Diari dello zio Ho 2

Ritrovati i bagagli, lasciata Saigon. Ha Noi è sotto il diluvio da tre giorni, il nostro lussuoso hotel è su un lago, molte strade sono chiuse per allagamento. Decine di morti nelle province. La dignità e il coraggio di un popolo vengono anche dalle difficoltà di tutti i giorni, forse gli americani avrebbero dovuto mandare a combattere solo i negri di New Orleans.


Data e ora sconosciuti
Diari dello zio Ho 3

Il compagno Vice Primo Ministro vietnamita ricorda, davanti al ministro Scajola, ai vertici di Confindustria e ad una platea di imprenditori italiani, il legame di amicizia tra Italia e Vietnam, nato durante la guerra quando "oltre mille italiani volontari contribuirono a cacciare l'invasore americano". Tra le facce viola dei presenti, celato ma fiero alzo il pugno chiuso.


Data e ora sconosciuti
Diari dello zio Ho 4

Tornato in Italia, apprendo nell'ordine di: fascisti con spranghe a Piazza Navona; ironia razzista di Berlusconi su Obama; nuova rottura nella trattativa su Alitalia; sono uscito dalla coppa.

Che merda. Viva il socialismo.

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